Utensile primordiale questa mia penna che ha scavato nella roccia inerte e candida di un foglio, alla ricerca di parole come pepite e di paragrafi lucenti allineati come filoni di oro, sporchi di emozioni...
In una miniera di periferia sono arrivati, da un villaggio ancora sconosciuto, fervidi sguardi attenti, puntati su note e parole per coglierne i bagliori.
Ieri, soltanto ieri, avevo canestri pieni di entusiasmi grezzi, come ciottoli inanimati ancora da tagliare. E quell'andirivieni di brividi sulla mia pelle, mentre ascoltavo le mie stesse parole, nell'istante abbandonato, in cui le avevo scritte per poi dimenticarle... quell'andirivieni di brividi sulla mia pelle.. mai compresi ed inseriti in alcuna antologia.
Oggi, solo oggi, anonima tra anonimi, omonima tra omonime la mia Apnea, mi accompagna davvero... tra inquilini incantati da magiche emozioni. Oggi ancor più esperta la mia Isabel nella pratica di scendere sui fondali di obsoleti profumi rinnovati, di sbiaditi colori ravvivati della mia periferia... qui in una serata magica tra dediche e sorrisi, ha raccolto perle.
Grazie a tutti, grazie per tutto!
Paola Tinchitella - tutti i diritti riservati
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martedì 20 gennaio 2009
martedì 3 luglio 2007
Se la felicità...

Se la felicità fosse oceano... i rimpianti sarebbero le onde che lo increspano.
Se la felicità fosse sole... i dubbi sarebbero le nubi che l'oscurano.
Se la felicità fosse pioggia d'estate...
che lambisce le mie carni, refrigerando l'anima...
ogni goccia che cade
sarebbe particella di te!
venerdì 22 giugno 2007
Nessun vento favorevole...
Quanto navigare in queste fredde acque, in compagnia di un indolente sciabordio, unico acustico segnale ad interrompere il silenzio salmastro.Tempi morti si susseguono a caotici istanti di alacrità, mentre avvolgo funi di ricordi, annodando il “già stato” al presente, tanto stretto che nessuna bufera potrà sciogliere quei nodi.
Guardo il mare intento a clonare il colore dei tuoi occhi, e tra i flutti indomiti quell’occhiata azzurra torna, e nel ricordo continua a smarrirsi nel mio sguardo .
E non ho più rotta da quando ho distolto il mio scrutare dal tuo sorriso, ed il vento non mi è più favorevole.
Ma…”Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare”… asseriva Seneca.
E mai marinaio è stato più indeciso di questo mio cuore stressato.
Dovrò ormeggiare quest’anima, mai abbastanza navigata…. Sì attraccare in un porto sicuro e solitario, lontano dagli sguardi, aspettando il vento propizio per riprendere la rotta.
E’ lì che rifocillerò il mio equipaggio, lo rifocillerò, lo fortificherò, lo renderò più abile e più sicuro… non sto parlando di marinai, ma di tutti quegli “io”, sottocoperta, che prima o poi potrebbero tentare l’ammutinamento!
Quando ripartirò, la mia nave sarà più solida e più sicura, riprenderà impavida la sua rotta, attraverserà acque mai navigate, e prima o poi, ogni parte di me toccherà terra, magari un’isola felice dimenticata dagli uragani.
Navigherò… chissà per quanto tempo ancora, attenta alla riga evidenziata dell’orizzonte, cadenzando, con sonno e veglia, il susseguirsi del giorno e della notte.
Andrò controcorrente, se sarà necessario, imparando a barcamenarmi tra le insidie, ogni giorno di più.
E quante volte ancora perderò di vista il mio obiettivo, trascinata dalle correnti delle troppe realtà presunte, o incantata dalle voci ammaliatrici delle mie passioni!
Ma un giorno, prima o poi e mai troppo tardi, il mio cuore toccherà la terraferma, un luogo dove crescono sorrisi solari e sguardi azzurro mare.
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