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mercoledì 26 maggio 2010

META’MORPH OSIS… Distratte astrazioni


foto di LILIANA RUSSO intitolata "Trilogia".








Ali di vetro

soffiato

fendere l’aria pesante

rammentare

la caduca brevità delle cose.

Ali di vetro

fragile cristallo

sentirne il tintinnio del volo

rammentarmi

bruco spaventato

mentre fili di seta

attecchivano

ad un ramo di sole.

Ali di vetro

dipinte da Febo

dono alla prima stagione

custodire

la crisalide vibrante

che era in me

mentre mi nutrivo di speranze

in ogni sorriso di luna nuova.

Nessuna zavorra

a trattenermi qui

Nessuna brezza soave

per sfruttarne la corrente

Ho avuto fiori

come petali di mani

una carezza pura

spogliata

da meschina cattura

di un nuovo cacciatore

di farfalle.

Ho avuto corolle di baci

per suggere amore

libere

da programmata menzogna

per mostruose collezioni di farfalle

mostri di virili dimostrazioni.

Ali di vetro

spuntate

nell’attimo fuggente

amare fino in fondo

il carpe diem

in cui ci catturammo

per rapire il vero volo

e senza saperlo

amasti

il bruco e la crisalide

l'intera metamorfosi.

Fummo noi a plasmare

con mani generose

progresso

di sconosciute possibilità

genetica velleità nascosta

arcano territorio circoscritto

dal ghiacciaio di un dolore.

In ogni frammento

di metamorfosi

ama il bruco solitario

chiuso tra infantili bisogni di seta

… la crisalide

persa in astrazioni amorose

… la farfalla

vibrante di pindarici voli.

Non dimenticare…

le ali son pezzi d'anima

non conoscono fine

né tempo né spazio

nessuna scadenza sulla confezione

solo cautela per non farne

poltiglia d’anima...

sull'imballo di solitudine

che mi ha custodita finora

solo una scritta

"attenzione - maneggiare con cura".

E mentre mi guardi

… rammenta la caducità delle cose

… non dimenticare il bruco spaventato che sei stato

… custodisci la crisalide vibrante che è in te

… impara ad ascoltare il suono di una carezza

… ama fino in fondo l’attimo che fugge

perché è senza ritorno

… sorprenditi nell’intera metamorfosi

… progredisci e sconfiggi le tue cecità

… libera le tue ali contro il tempo, lo spazio e la loro fine

… e ricorda di maneggiare con cura…

ogni tuo mutamento.

Paola Tinchitella @ tutti i diritti riservati


Paola Tinchitella @ tutti i diritti riservati

mercoledì 24 febbraio 2010

NEGAZIONI

Dall’alto dei gradini
di scala a chiocciola
i miei gironi
sembrano
così lontani
girini mutanti
spermatozoi che vagano
nella lussuria degli sguardi
non concessi
tra ciglia atterrate
sul sonno
per frantumare voglie
come dighe serrate
ad arrestar la piena

Disarmonie evocate
da parole spezzate
spazzate
sotto i tappeti di simboli
per ripulir da briciole
di sinergie assaporate
in punta di lingua

non affondare più i denti
sull’ alchimia da mordere.

Barattati già
i numeri e le loro proporzioni
con parole prezzolate
da vocabolari corrotti

bugiarda questa rinuncia infame

Rimiro la potenza
della mia statica resistenza
barricate erette
sul fluire del mondo

Restiamo coerenti alla promessa
d’odiar la matematica
i suoi costrutti
per non precipitare più
nel punto ics
su letti di ascisse
e di ordinate
deambulante vaga
quel destino sincronico
ripudiato dal disordine
delle guerre intestine
tra apparire ed essere,
tra testa e cuore

la scelta nulla del corpo
di remar contro corrente
o fare il morto a galla
trascinata da correnti
metafisiche
che mi conducano oltre la pelle.

La mia essenza a fiumi
a riempir l’assenza
scivolando
su bucce di banane

la sintesi strangolata
dal lazo di un pensiero
che cavalcando il vuoto
travolge e uccide i sensi

Giro in tondo
mi nego
ti rinnego
t’abbraccio stretto…
mio… stupore

Paola Tinchitella tdr

martedì 20 gennaio 2009

L'ETA' DELL'ORO...

Utensile primordiale questa mia penna che ha scavato nella roccia inerte e candida di un foglio, alla ricerca di parole come pepite e di paragrafi lucenti allineati come filoni di oro, sporchi di emozioni...
In una miniera di periferia sono arrivati, da un villaggio ancora sconosciuto, fervidi sguardi attenti, puntati su note e parole per coglierne i bagliori.
Ieri, soltanto ieri, avevo canestri pieni di entusiasmi grezzi, come ciottoli inanimati ancora da tagliare. E quell'andirivieni di brividi sulla mia pelle, mentre ascoltavo le mie stesse parole, nell'istante abbandonato, in cui le avevo scritte per poi dimenticarle... quell'andirivieni di brividi sulla mia pelle.. mai compresi ed inseriti in alcuna antologia.

Oggi, solo oggi, anonima tra anonimi, omonima tra omonime la mia Apnea, mi accompagna davvero... tra inquilini incantati da magiche emozioni. Oggi ancor più esperta la mia Isabel nella pratica di scendere sui fondali di obsoleti profumi rinnovati, di sbiaditi colori ravvivati della mia periferia... qui in una serata magica tra dediche e sorrisi, ha raccolto perle.


Grazie a tutti, grazie per tutto!


Paola Tinchitella - tutti i diritti riservati

martedì 25 dicembre 2007

Canto di Natale


Ciao pa'... da lassù com'è il Natale? Quaggiù non è cambiato un granchè dall'ultimo trascorso, tranne il fatto che a tavola non ho potuto incrociare il tuo sguardo commosso... Beh, chissà se quando sei volato via, ti sei portato dietro quei 21 grammi pieni di vita vissuta e di noi?! Forse trattieni in te le mie performances forzate... quando, bambina, mi mettevo in piedi su una sedia per la solita poesia di Natale. Riluttante e paonazza per la vergogna, ripetevo versi che non sentivo miei e soprattutto quell'andare in scena non era nella mia indole, votata all'invisibilità.

Ora, in quel vuoto pieno di tutto in cui ti trovi, potrai vedere con occhi lucidi il Karma del "dietro le quinte" che nella mia vita si ripete inesorabile... e capirai che ad esso non posso sfuggire. In fondo mistero ed ombra li ho sempre amati e di nascondigli, in cui rifugiarmi per sfuggire al gran chiasso del mondo e dei dolori, ne ho trovati tanti!

Forse, con quegli occhi infiniti che ti ritrovi ora, mi guarderai come se mi vedessi per la prima volta: pensavi fosse invincibile e vincente questa tua creatura? Mendico coraggio da chi assume le sembianze della Forza che mi hai donato! Guardami papà, pensavi fossi colta ed affermata? Mendico parole da chi mi concede parole, tra un intervallo e l'altro, convincendomi che quei silenzi sono frammenti del Saggio Silenzio che tu mi hai insegnato! Guardami papà, pensavi fossi serena ed appagata? Mendico pace da chi, tra le mie braccia, trova la tregua ai suoi tormenti, troppo lontana dalla Pace delle piccole buone cose che mi hai regalato! Guardami papà pensavi fossi amata? Mendico amore da chi camuffa passioni passeggere, avare di emozioni durevoli, dietro una parola grande come l'Amore, che mi hai elargito senza baratto!

Guardami papà, mi credevi speciale?

Lo sono...
lo sono perchè non sono invincibile nè vincente ma, fragilissima, accetto le sconfitte;

lo sono perchè non sono affermata ma non mi sono mai venduta,

lo sono perchè non sono mai serena, vittima dei tormenti che mi dilaniano, ma fedele al mio cuore... sempre;

lo sono perchè non sono mai amata fino in fondo, ma non smetto mai di amare.

Ti ricordi le promesse delle letterine di Natale, che dopo tre giorni, puntualmente si andavano a far benedire? Bene, papà, non ti faccio promesse che non potrei mantenere... solo una restare un po' speciale in questa mia visione fuori moda del sentire!


Buon Natale

fiocco d'anima

particelle volatili di memoria

che trascinano passato.

Buon Natale

sguardo infinito

le tue pupille libere

da nastri e carte colorate.

Buon Natale

labbra mute

pensieri liberi

da catene di parole,

idiomi e lingue.

Buon Natale,

padre,

ti ho cercato tra la gente,

tra i regali e i commensali,

tra pacchetti e vetrine illuminate,

tu eri qui dentro

in fondo al ricordo

di tanti altri Natali del passato.

Eri dentro di me come

fiocco d'anima,

sguardo infinito, labbra mute.

Buon Natale... papà!

lunedì 18 giugno 2007

Senza la Musica la vita sarebbe un errore (Friedrich Nietzche)


E' uno di quei giorni in cui immagino che il mio corpo perda consistenza, diventando volatile: particelle di me come note sussurrate da corde di chitarra.
Forse sono solo spartito dimenticato in un cassetto, muto fino al giorno in cui un musicista ignaro, trovando gli accordi giusti, farà volare alte le mie note e armonia e melodia supereranno le imperfezioni del mio tempo imperfetto... per trascinarmi dove veglia la perfezione.
Sarà forse un virtuoso a dar voce ai miei passaggi impossibili, quelli che legano eros e psiche...

giovedì 17 maggio 2007

Rivisitazione ironica degli studi di Leonardo da Vinci...



Leonardo da Vinci studiando le proporzioni e l'armonia del corpo, arriva alla conclusione che un corpo umano con braccia e gambe divaricate, roteando circoscrive nello spazio circostante un cerchio perfetto. Sostiene, in altri scritti, che il corpo è contenitore dell'anima, che in esso viene innestata, in ogni uomo, dalla madre al momento della nascita.
Proviamo ad unire i suoi due studi: immaginiamo che il centro, punto 0, sia la sede dell'anima. Nel momento in cui, applicando la sua teoria, facciamo roteare un corpo umano... questo è soggetto alla forza centrifuga!
Per effetto della forza centrifuga, dovuta a tale rotazione, ogni particella dell'anima dal centro si dovrebbe espandere a raggiera, irrorando ogni parte del suo contenitore: il corpo.
Non essendo soggetti gli uomini, ahimè, a questo movimento (se no sai che mal di testa!) nel quotidiano, ma piuttosto alla forza di gravità... mi domando se non è per questo motivo che le nostre emozioni più profonde sono finite sotto i piedi...eh sì deve essere colpa della forza di gravità!
Sono sicura che non me ne avrà il grande Maestro Leonardo...che condì sempre la sua genialità con una buona dose di ironia!

giovedì 22 febbraio 2007

PostPartum

Eh sì, è venuto alla luce questo mio primo figlio, questo romanzo non romanzo, questo pezzo di me. Gestazione travagliata la mia.
Ora dovrei godere dell'ebbrezza tipica delle cose compiute, terminate, realizzate ed invece sono assalita da una strana malinconica nostalgia.
Strano sentire un po' simile a ciò che prova la donna gravida dopo il parto, quando scopre di non aver più quella pancia gonfia a farle compagnia, quell'involucro gelatinoso pieno di contenuti e di vita.
Sono qui, esausta e incapace di guardare quel figlio con l'obiettività di un vero lettore, ma piuttosto vinta dall'ansia della madre che vuol sapere dai medici se quel figlio appena nato è sano.
Sono qui, nell'attesa di un giudizio che attraversi le mie pagine e il mio amore per loro.
Sono qui, con la consapevolezza e l'ansia di un genitore davanti ad un figlio cresciuto ed ormai abbastanza maturo per allontanarsi da casa. Con la coscienza di una madre che sa giunto il momento di tagliare quel cordone ombelicale per consentirgli di allontanarsi dalle sue braccia, dalla sua vita.
Sono qui, con la stretta di paura generata dall'idea che il mondo, là fuori, potrà devastarlo, distruggerlo, inghiottirlo.
Sono qui... e lui già non mi appartiene più, cosiffatto di parole e pensieri di ieri, che oggi prendono già le distanze e forse domani non saranno più miei.
Sono qui... immersa in nuovi pensieri, dopo il parto di tutti quelli già concepiti, in un passato che ancora duole nel presente.

venerdì 5 gennaio 2007

Il bacio del principe

Mi giro e rigiro nel letto...il sonno fa i capricci e non vuole saperne di venirmi a rimboccare le coperte. Lenzuola di solitudine su questo letto che è davvero troppo grande...arrivano spezzoni di ricordi, conditi di nostalgia. Sipario di lacrime cala sugli occhi. Chissà, in un'altra vita, devo essere stata una bella addormentata nel bosco, in attesa del bacio del principe. Un principe passando di là mi baciò... ma non arrivò mai il momento di salire sul suo cavallo bianco!