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lunedì 23 ottobre 2017

L'inganno delle stagioni

"Superbo questo Autunno che crede di potersi sostituire a tutte le stagioni e falso e borioso indossa maschere d'Inverno. Spremuta di profumi passati per ogni goccia di pioggia calpestata dai miei passi veloci. Odore di banchi e di cancelleria, di sapone di marsiglia nelle tasche, di panni stesi sulle sedie davanti alle stufette accese, di pasta fresca e del sugo della domenica, di frutta e verdura sui banchi del mercato e sopra tutto il tuo profumo che ci accompagnava a scuola.
Suoni della tua voce impegnata in canti popolari e le mani a sfregare i panni alla fontana, l'acqua che scorreva, il bollire della pentola perennemente sul fuoco per i pranzi e le cene di una famiglia numerosa. Le tue risate semplici.
I sapori di primizie che sapevi inventare per nutrirci con le poche vettovaglie offerte dalla miseria.
Lo sforzo innaturale dei tuoi occhi di conoscere i colori delle stagioni oltre la tua vista, senza odiarne il divieto. La tua ironia sulla sorte.
In fila indiana si muovono i ricordi mi sembra di poterli toccare ad uno ad uno. Come se ieri fosse oggi e si potesse replicare per tutti i giorni della vita.

Ed ora che non hai più stagioni guarda alla corsa delle mie e a questo cuore scucito dal tuo ultimo sguardo, dal tuo ultimo respiro... tienimi per mano e sciogli i giorni, le ore, i minuti, i secondi muti inchiodati all'orologio quando mi è duro accettare la tua assenza.
Abita qui, madre, resisti nel cordone ombelicale dei miei momenti con te... solo così il silenzio delle parole che non potrò più dirti non mi ucciderà."



Paola Tinchitella






 



mercoledì 26 maggio 2010

META’MORPH OSIS… Distratte astrazioni


foto di LILIANA RUSSO intitolata "Trilogia".








Ali di vetro

soffiato

fendere l’aria pesante

rammentare

la caduca brevità delle cose.

Ali di vetro

fragile cristallo

sentirne il tintinnio del volo

rammentarmi

bruco spaventato

mentre fili di seta

attecchivano

ad un ramo di sole.

Ali di vetro

dipinte da Febo

dono alla prima stagione

custodire

la crisalide vibrante

che era in me

mentre mi nutrivo di speranze

in ogni sorriso di luna nuova.

Nessuna zavorra

a trattenermi qui

Nessuna brezza soave

per sfruttarne la corrente

Ho avuto fiori

come petali di mani

una carezza pura

spogliata

da meschina cattura

di un nuovo cacciatore

di farfalle.

Ho avuto corolle di baci

per suggere amore

libere

da programmata menzogna

per mostruose collezioni di farfalle

mostri di virili dimostrazioni.

Ali di vetro

spuntate

nell’attimo fuggente

amare fino in fondo

il carpe diem

in cui ci catturammo

per rapire il vero volo

e senza saperlo

amasti

il bruco e la crisalide

l'intera metamorfosi.

Fummo noi a plasmare

con mani generose

progresso

di sconosciute possibilità

genetica velleità nascosta

arcano territorio circoscritto

dal ghiacciaio di un dolore.

In ogni frammento

di metamorfosi

ama il bruco solitario

chiuso tra infantili bisogni di seta

… la crisalide

persa in astrazioni amorose

… la farfalla

vibrante di pindarici voli.

Non dimenticare…

le ali son pezzi d'anima

non conoscono fine

né tempo né spazio

nessuna scadenza sulla confezione

solo cautela per non farne

poltiglia d’anima...

sull'imballo di solitudine

che mi ha custodita finora

solo una scritta

"attenzione - maneggiare con cura".

E mentre mi guardi

… rammenta la caducità delle cose

… non dimenticare il bruco spaventato che sei stato

… custodisci la crisalide vibrante che è in te

… impara ad ascoltare il suono di una carezza

… ama fino in fondo l’attimo che fugge

perché è senza ritorno

… sorprenditi nell’intera metamorfosi

… progredisci e sconfiggi le tue cecità

… libera le tue ali contro il tempo, lo spazio e la loro fine

… e ricorda di maneggiare con cura…

ogni tuo mutamento.

Paola Tinchitella @ tutti i diritti riservati


Paola Tinchitella @ tutti i diritti riservati