"Superbo questo Autunno che crede di potersi sostituire a tutte le stagioni e falso e borioso indossa maschere d'Inverno. Spremuta di profumi passati per ogni goccia di pioggia calpestata dai miei passi veloci. Odore di banchi e di cancelleria, di sapone di marsiglia nelle tasche, di panni stesi sulle sedie davanti alle stufette accese, di pasta fresca e del sugo della domenica, di frutta e verdura sui banchi del mercato e sopra tutto il tuo profumo che ci accompagnava a scuola.
Suoni della tua voce impegnata in canti popolari e le mani a sfregare i panni alla fontana, l'acqua che scorreva, il bollire della pentola perennemente sul fuoco per i pranzi e le cene di una famiglia numerosa. Le tue risate semplici.
I sapori di primizie che sapevi inventare per nutrirci con le poche vettovaglie offerte dalla miseria.
Lo sforzo innaturale dei tuoi occhi di conoscere i colori delle stagioni oltre la tua vista, senza odiarne il divieto. La tua ironia sulla sorte.
In fila indiana si muovono i ricordi mi sembra di poterli toccare ad uno ad uno. Come se ieri fosse oggi e si potesse replicare per tutti i giorni della vita.
Ed ora che non hai più stagioni guarda alla corsa delle mie e a questo cuore scucito dal tuo ultimo sguardo, dal tuo ultimo respiro... tienimi per mano e sciogli i giorni, le ore, i minuti, i secondi muti inchiodati all'orologio quando mi è duro accettare la tua assenza.
Abita qui, madre, resisti nel cordone ombelicale dei miei momenti con te... solo così il silenzio delle parole che non potrò più dirti non mi ucciderà."
Paola Tinchitella
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lunedì 23 ottobre 2017
mercoledì 26 maggio 2010
META’MORPH OSIS… Distratte astrazioni

foto di LILIANA RUSSO intitolata "Trilogia".
Ali di vetro
soffiato
fendere l’aria pesante
rammentare
la caduca brevità delle cose.
Ali di vetro
fragile cristallo
sentirne il tintinnio del volo
rammentarmi
bruco spaventato
mentre fili di seta
attecchivano
ad un ramo di sole.
Ali di vetro
dipinte da Febo
dono alla prima stagione
custodire
la crisalide vibrante
che era in me
mentre mi nutrivo di speranze
in ogni sorriso di luna nuova.
Nessuna zavorra
a trattenermi qui
Nessuna brezza soave
per sfruttarne la corrente
Ho avuto fiori
come petali di mani
una carezza pura
spogliata
da meschina cattura
di un nuovo cacciatore
di farfalle.
Ho avuto corolle di baci
per suggere amore
libere
da programmata menzogna
per mostruose collezioni di farfalle
mostri di virili dimostrazioni.
Ali di vetro
spuntate
nell’attimo fuggente
amare fino in fondo
il carpe diem
in cui ci catturammo
per rapire il vero volo
e senza saperlo
amasti
il bruco e la crisalide
l'intera metamorfosi.
Fummo noi a plasmare
con mani generose
progresso
di sconosciute possibilità
genetica velleità nascosta
arcano territorio circoscritto
dal ghiacciaio di un dolore.
In ogni frammento
di metamorfosi
ama il bruco solitario
chiuso tra infantili bisogni di seta
… la crisalide
persa in astrazioni amorose
… la farfalla
vibrante di pindarici voli.
Non dimenticare…
le ali son pezzi d'anima
non conoscono fine
né tempo né spazio
nessuna scadenza sulla confezione
solo cautela per non farne
poltiglia d’anima...
sull'imballo di solitudine
che mi ha custodita finora
solo una scritta
"attenzione - maneggiare con cura".
E mentre mi guardi
… rammenta la caducità delle cose
… non dimenticare il bruco spaventato che sei stato
… custodisci la crisalide vibrante che è in te
… impara ad ascoltare il suono di una carezza
… ama fino in fondo l’attimo che fugge
perché è senza ritorno
… sorprenditi nell’intera metamorfosi
… progredisci e sconfiggi le tue cecità
… libera le tue ali contro il tempo, lo spazio e la loro fine
… e ricorda di maneggiare con cura…
ogni tuo mutamento.
Paola Tinchitella @ tutti i diritti riservati
Paola Tinchitella @ tutti i diritti riservati
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