Girovaga tra condizionali
viali alberati di smentite
come foglie a terra cadute
le mie ri-promesse
sconfessate
Divieti falsificati
sugli indirizzi del mondo
indicazioni fuorvianti
per strade cul de sac
negarmi l'evidenza
Navigatori distratti
costrutti di parole
allontanano l’arrivo
dietro le spalle confuse
false partenze
labirinti di lamiere
pentite e contorte
pensieri distanti
sfiancati e assonnati
da peripli incostanti
linee razionali spezzate…
sull’ultimo pensiero
“mipiegomanonmispezzo”
dettame di ratio.
Girare intorno a spirali
che ci hanno già ingoiati
sottolineare marcature di negativi
immagini “non”, “né”, “no”, “mai”
patrocini a scatti
di momenti inesistenti
padroni spadroneggiati
da fragilità istintive
Minuscoli ormai i dissensi
lillipuziani infaticabili a costruire
invisibili barriere trasparenti
su desideri cristallini cristallizzati
il mutevole fragore muto
di colpi ben assestati nel punto di frattura
di astrazioni fragili
lo sguardo tagliente a bucar la pelle
brame involontarie
di pulsare taciuto…
non c’è dolo che dolga
fuochi divampano sulla pelle
non c’è dolo che tolga
ammissioni di fragilità
detonano in profusioni di carezze
le congetture edificate in mille giorni
rase al suolo
reclamano nel caos
segnaletiche per proibizioni
smarriscono in bisbetiche ore già domate
Ti ritrovo qui
Tra scalate di notturni preterintenzionali
Ti incontro qui
Su innocente precipizio di mani
Ti ascolto su epidermico piacere
dopo aver viaggiato tanto sottocoperta
sotto coltri di ieri appesantiti
da oggi indecisi
… paranoie di posti di blocco…
solo veli per te
filtrarne con uno sguardo le resistenze
le mie lotte partigiane contro le ombre
cadute già sul campo
Incoerenze a viaggiare in incognita
su apparenti coordinate coerenti
disordinano le ordinate
asfissiano le ascisse
nel silenzio geme
l’ambizione allo zero
ombelico del nulla
abdica infilzato da umori ventosi
sprezzanti di spartivento
i tuoi occhi
ad un brivido dalla mia pelle
potenza del tuo risveglio
dentro me
la mia resurrezione
conosce te.
Paola Tinchitella © tutti i diritti riservati
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domenica 16 maggio 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
NEGAZIONI
Dall’alto dei gradini
di scala a chiocciola
i miei gironi
sembrano
così lontani
girini mutanti
spermatozoi che vagano
nella lussuria degli sguardi
non concessi
tra ciglia atterrate
sul sonno
per frantumare voglie
come dighe serrate
ad arrestar la piena
Disarmonie evocate
da parole spezzate
spazzate
sotto i tappeti di simboli
per ripulir da briciole
di sinergie assaporate
in punta di lingua
non affondare più i denti
sull’ alchimia da mordere.
Barattati già
i numeri e le loro proporzioni
con parole prezzolate
da vocabolari corrotti
bugiarda questa rinuncia infame
Rimiro la potenza
della mia statica resistenza
barricate erette
sul fluire del mondo
Restiamo coerenti alla promessa
d’odiar la matematica
i suoi costrutti
per non precipitare più
nel punto ics
su letti di ascisse
e di ordinate
deambulante vaga
quel destino sincronico
ripudiato dal disordine
delle guerre intestine
tra apparire ed essere,
tra testa e cuore
la scelta nulla del corpo
di remar contro corrente
o fare il morto a galla
trascinata da correnti
metafisiche
che mi conducano oltre la pelle.
La mia essenza a fiumi
a riempir l’assenza
scivolando
su bucce di banane
la sintesi strangolata
dal lazo di un pensiero
che cavalcando il vuoto
travolge e uccide i sensi
Giro in tondo
mi nego
ti rinnego
t’abbraccio stretto…
mio… stupore
Paola Tinchitella tdr
di scala a chiocciola
i miei gironi
sembrano
così lontani
girini mutanti
spermatozoi che vagano
nella lussuria degli sguardi
non concessi
tra ciglia atterrate
sul sonno
per frantumare voglie
come dighe serrate
ad arrestar la piena
Disarmonie evocate
da parole spezzate
spazzate
sotto i tappeti di simboli
per ripulir da briciole
di sinergie assaporate
in punta di lingua
non affondare più i denti
sull’ alchimia da mordere.
Barattati già
i numeri e le loro proporzioni
con parole prezzolate
da vocabolari corrotti
bugiarda questa rinuncia infame
Rimiro la potenza
della mia statica resistenza
barricate erette
sul fluire del mondo
Restiamo coerenti alla promessa
d’odiar la matematica
i suoi costrutti
per non precipitare più
nel punto ics
su letti di ascisse
e di ordinate
deambulante vaga
quel destino sincronico
ripudiato dal disordine
delle guerre intestine
tra apparire ed essere,
tra testa e cuore
la scelta nulla del corpo
di remar contro corrente
o fare il morto a galla
trascinata da correnti
metafisiche
che mi conducano oltre la pelle.
La mia essenza a fiumi
a riempir l’assenza
scivolando
su bucce di banane
la sintesi strangolata
dal lazo di un pensiero
che cavalcando il vuoto
travolge e uccide i sensi
Giro in tondo
mi nego
ti rinnego
t’abbraccio stretto…
mio… stupore
Paola Tinchitella tdr
martedì 20 gennaio 2009
L'ETA' DELL'ORO...
Utensile primordiale questa mia penna che ha scavato nella roccia inerte e candida di un foglio, alla ricerca di parole come pepite e di paragrafi lucenti allineati come filoni di oro, sporchi di emozioni...
In una miniera di periferia sono arrivati, da un villaggio ancora sconosciuto, fervidi sguardi attenti, puntati su note e parole per coglierne i bagliori.
Ieri, soltanto ieri, avevo canestri pieni di entusiasmi grezzi, come ciottoli inanimati ancora da tagliare. E quell'andirivieni di brividi sulla mia pelle, mentre ascoltavo le mie stesse parole, nell'istante abbandonato, in cui le avevo scritte per poi dimenticarle... quell'andirivieni di brividi sulla mia pelle.. mai compresi ed inseriti in alcuna antologia.
Oggi, solo oggi, anonima tra anonimi, omonima tra omonime la mia Apnea, mi accompagna davvero... tra inquilini incantati da magiche emozioni. Oggi ancor più esperta la mia Isabel nella pratica di scendere sui fondali di obsoleti profumi rinnovati, di sbiaditi colori ravvivati della mia periferia... qui in una serata magica tra dediche e sorrisi, ha raccolto perle.
Grazie a tutti, grazie per tutto!
Paola Tinchitella - tutti i diritti riservati
In una miniera di periferia sono arrivati, da un villaggio ancora sconosciuto, fervidi sguardi attenti, puntati su note e parole per coglierne i bagliori.
Ieri, soltanto ieri, avevo canestri pieni di entusiasmi grezzi, come ciottoli inanimati ancora da tagliare. E quell'andirivieni di brividi sulla mia pelle, mentre ascoltavo le mie stesse parole, nell'istante abbandonato, in cui le avevo scritte per poi dimenticarle... quell'andirivieni di brividi sulla mia pelle.. mai compresi ed inseriti in alcuna antologia.
Oggi, solo oggi, anonima tra anonimi, omonima tra omonime la mia Apnea, mi accompagna davvero... tra inquilini incantati da magiche emozioni. Oggi ancor più esperta la mia Isabel nella pratica di scendere sui fondali di obsoleti profumi rinnovati, di sbiaditi colori ravvivati della mia periferia... qui in una serata magica tra dediche e sorrisi, ha raccolto perle.
Grazie a tutti, grazie per tutto!
Paola Tinchitella - tutti i diritti riservati
giovedì 25 ottobre 2007
Alunna della vita....
Magnifica trasposizi
one animata di una realtà... solo apparentemente surreale! Sto parlando di Alice... Alice nel Paese delle Meraviglie, il racconto animato realizzato da Walt Disney.
Grande momento di intrattenimento per i più piccoli... grande lezione di vita nonchè specchio della realtà per i più grandi!
Ciascuno di noi, con un minimo di esperienza di vita, potrà facilmente riconoscere nei personaggi incontrati dalla protagonista della fiaba, le caricature di personaggi in cui si è imbattuto almeno una volta nella vita reale!
Se si estrae la radice quadrata da quelle figure animate... il gioco è fatto!
Ma parliamo di Alice... esattamente come lei... io non mi so dare buoni consigli... così è sempre stato ma... L'esperienza vissuta mi ha insegnato abbastanza... ma sono perfettamente consapevole che, alunna di vita, ancora molto ho da imparare... per questo non mi improvviserò maestra di vita! Allontanando da me l'idea di poter dare consigli, soprattutto buoni, mi limito a tirare le somme di ciò che è stato e lasciare che gli altri rileggano i miei conti con la vita e ne estraggano il giusto risultato.
Le scelte esponenziali che si compiono, non per se stessi ma per applicare le regole condivise, in nessun caso conducono alla felicità.
Certo da qualche parte del mondo, in qualche parte della vita di qualcunaltro... cis arà la solita eccezione... a confermare la regola!
Per me è stato diverso: niente del mio passato ha conosciuto l'eccezione o l'eccezionalità del risultato.
Arriva un momento, nelle nostre esistenze, in cui portarsi dentro l'idea di libertà personale appare anarchico e controcorrente. E' in quell'istante che , mentre il mondo intorno ci chiede di adeguarci, noi pur riluttanti ed incapaci di compiere questa sorta di autoriforma, facciamo al mondo questa enorme concessione... arrivando ad illuderci che questi aggiustamenti nel modus vivendi possano rendere gli altri e noi stessi felici.
Avevo un amore importante: uno scrigno chiuso in cui due individui, legati da interessi e sentimenti coincidenti, si ritrovavano.
Ma non era sufficiente! Il mondo esterno voleva entrarci dentro, impossessarsi della sua essenza... il mondo esterno reclamava il legame indissolubile attraverso un gesto eclatante che tutti potessero riconoscere e condividere e di cui... nutrirsi pubblicamente!
Caddi nella trappola che le regole di vita avevano teso... pensai che ratificare l'unione fosse il prezzo della felicità!
Ribelle ai condizionamenti, capace di adattarmi solo temporaneamente... scoprii presto che non ero capace di accontentarmi.
Quando si è insoddisfatti... non si può essere, contemporaneamente, felici...e ci si guarda intorno e ci si convince che gli altri invece lo siano... credendo che gli altri detengano il segreto della felicità... che per il momento ci sta lasciando digiuni della sua ambrosia.
"Perchè loro sì e io no?"
Ecco alla formulazione di questo pensierino... scatta la trappola... quella del bisogno di essere parte di un tutto, di appartenere ad un contesto che è accettato... parte del branco... senso di appartenenza...blabla...blabla
La strada più facile o meglio la scorciatoia verso la felicità sembra essere quell'uniforme di perfezione apparente che la società ha confezionato per te: usi e costumi condivisi.
In un attimo.. libero arbitrio, libera scelta, libertà di esistere quale singolo diventano sacchi vuoti!
Se dentro di te non aspiri a quello cui tutti gli altri tendono per catturare la loro fetta di felicità... non ti avventurare sulla loro stessa strada, anche se è la più battuta! Quella strada non potrà mai essere la tua... se nel percorrerla ti stai portando dietro il vessillo della libertà di pensiero, di azione e di parola, incapace di invecchiare, impossibile da ammainare...
Su quella stessa strada, tracciata dall'adattamento all'ambizione altrui, troppe volte cadrai vittima di inciampi d'infelicità.
Riprendi il tuo coraggio... quello di essere pensante, altamente pensante, e ricomincia a scegliere per il tuo bene e per te stesso... forse lì troverai scampoli di felicità.
La perfezione, lo sappiamo tutti, in senso assoluto non esiste... non è oggettiva ma soggettiva... siamo perfetti per noi stessi quando riusciamo ad essere il nostro esatto riflesso all'esterno ed il compromesso con il mondo fuori non ci contamina!
Nessuno ti ama davvero se ti chiede di cambiare: non sta amando ciò che è dentro di te ma ciò che è fuori di te e che in te vuole introiettare.
Nessuno ti ama davvero sei ti chiede di cambiare: sta solo realizzando attraverso te le sue fantomatiche proiezioni.
Ti amo per tutte le imperfezioni che sono in te, perchè ti rendono speciale, umano, fragile... e raggiungibile....LA PERFEZIONE NON ESISTE!
one animata di una realtà... solo apparentemente surreale! Sto parlando di Alice... Alice nel Paese delle Meraviglie, il racconto animato realizzato da Walt Disney.Grande momento di intrattenimento per i più piccoli... grande lezione di vita nonchè specchio della realtà per i più grandi!
Ciascuno di noi, con un minimo di esperienza di vita, potrà facilmente riconoscere nei personaggi incontrati dalla protagonista della fiaba, le caricature di personaggi in cui si è imbattuto almeno una volta nella vita reale!
Se si estrae la radice quadrata da quelle figure animate... il gioco è fatto!
Ma parliamo di Alice... esattamente come lei... io non mi so dare buoni consigli... così è sempre stato ma... L'esperienza vissuta mi ha insegnato abbastanza... ma sono perfettamente consapevole che, alunna di vita, ancora molto ho da imparare... per questo non mi improvviserò maestra di vita! Allontanando da me l'idea di poter dare consigli, soprattutto buoni, mi limito a tirare le somme di ciò che è stato e lasciare che gli altri rileggano i miei conti con la vita e ne estraggano il giusto risultato.
Le scelte esponenziali che si compiono, non per se stessi ma per applicare le regole condivise, in nessun caso conducono alla felicità.
Certo da qualche parte del mondo, in qualche parte della vita di qualcunaltro... cis arà la solita eccezione... a confermare la regola!
Per me è stato diverso: niente del mio passato ha conosciuto l'eccezione o l'eccezionalità del risultato.
Arriva un momento, nelle nostre esistenze, in cui portarsi dentro l'idea di libertà personale appare anarchico e controcorrente. E' in quell'istante che , mentre il mondo intorno ci chiede di adeguarci, noi pur riluttanti ed incapaci di compiere questa sorta di autoriforma, facciamo al mondo questa enorme concessione... arrivando ad illuderci che questi aggiustamenti nel modus vivendi possano rendere gli altri e noi stessi felici.
Avevo un amore importante: uno scrigno chiuso in cui due individui, legati da interessi e sentimenti coincidenti, si ritrovavano.
Ma non era sufficiente! Il mondo esterno voleva entrarci dentro, impossessarsi della sua essenza... il mondo esterno reclamava il legame indissolubile attraverso un gesto eclatante che tutti potessero riconoscere e condividere e di cui... nutrirsi pubblicamente!
Caddi nella trappola che le regole di vita avevano teso... pensai che ratificare l'unione fosse il prezzo della felicità!
Ribelle ai condizionamenti, capace di adattarmi solo temporaneamente... scoprii presto che non ero capace di accontentarmi.
Quando si è insoddisfatti... non si può essere, contemporaneamente, felici...e ci si guarda intorno e ci si convince che gli altri invece lo siano... credendo che gli altri detengano il segreto della felicità... che per il momento ci sta lasciando digiuni della sua ambrosia.
"Perchè loro sì e io no?"
Ecco alla formulazione di questo pensierino... scatta la trappola... quella del bisogno di essere parte di un tutto, di appartenere ad un contesto che è accettato... parte del branco... senso di appartenenza...blabla...blabla
La strada più facile o meglio la scorciatoia verso la felicità sembra essere quell'uniforme di perfezione apparente che la società ha confezionato per te: usi e costumi condivisi.
In un attimo.. libero arbitrio, libera scelta, libertà di esistere quale singolo diventano sacchi vuoti!
Se dentro di te non aspiri a quello cui tutti gli altri tendono per catturare la loro fetta di felicità... non ti avventurare sulla loro stessa strada, anche se è la più battuta! Quella strada non potrà mai essere la tua... se nel percorrerla ti stai portando dietro il vessillo della libertà di pensiero, di azione e di parola, incapace di invecchiare, impossibile da ammainare...
Su quella stessa strada, tracciata dall'adattamento all'ambizione altrui, troppe volte cadrai vittima di inciampi d'infelicità.
Riprendi il tuo coraggio... quello di essere pensante, altamente pensante, e ricomincia a scegliere per il tuo bene e per te stesso... forse lì troverai scampoli di felicità.
La perfezione, lo sappiamo tutti, in senso assoluto non esiste... non è oggettiva ma soggettiva... siamo perfetti per noi stessi quando riusciamo ad essere il nostro esatto riflesso all'esterno ed il compromesso con il mondo fuori non ci contamina!
Nessuno ti ama davvero se ti chiede di cambiare: non sta amando ciò che è dentro di te ma ciò che è fuori di te e che in te vuole introiettare.
Nessuno ti ama davvero sei ti chiede di cambiare: sta solo realizzando attraverso te le sue fantomatiche proiezioni.
Ti amo per tutte le imperfezioni che sono in te, perchè ti rendono speciale, umano, fragile... e raggiungibile....LA PERFEZIONE NON ESISTE!
mercoledì 5 settembre 2007
Il caos dentro...

"Una testa sola è davvero insufficiente, c'è poco spazio là dentro e troppa confusione... A molta gente serve solo da supporto al viso o per far crescere i capelli.
Persino le lambrette hanno ruota di scorta, perchè non potrebbe essere così anche per la testa? Una di rappresentanza ed una che funzioni davvero..."
Persino le lambrette hanno ruota di scorta, perchè non potrebbe essere così anche per la testa? Una di rappresentanza ed una che funzioni davvero..."
Leggendo Anima Mundi ne rimasi colpita.... ma da qualche giorno mi è tornato in mente questo stralcio... anch'io avrei bisogno di una testa di ricambio, e forse anche di un cuore di riserva e di un corpo diverso da questo...
Ho il caos in ogni cellula del mio essere... non so più se sono capace di scegliere per me o se mi servirebbe un tutore come per gli interdetti.
Qualcuno mi guarda e mi dice che non riesce a capire come una come me, che potrebbe avere il mondo ai piedi, pretendere, gestire, decidere... possa rifiutare capacità ed essenza ed amare così tanto di vagare nel caos, nell'incertezza, nell'inquietudine...
Qualcuno mi appella "bella e dannata"... forse più dannata e inconcludente, di questo ho coscienza, della bellezza che posso dire? Ho sempre pensato che fosse soggettiva e non oggettiva, quindi è solo un supplemento, ma se ne può fare a meno.
Quello che il mondo fuori non riesce a comprendere è che sono fatta di carne, ma soprattutto di pensiero, mi sento più un'idea che non un essere... e le idee sono in continuo divenire, se così non fosse il mondo subirebbe un arresto! Il divenire è qualcosa in movimento, il movimento se non è sincronizzato provoca caos... quindi la conseguenza logica di questo concetto illogico è che: il caos mi appartiene.
Quello che il mondo fuori non sa è che un'idea non si può accarezzare, non si può circuire se non con un'altra idea... il lui che sogno è un'idea da cui mi lascio lambire la mente: se la prima volta che ci incontreremo proverà a sfiorare la mia pelle non accadrà nulla… sarà il suo pensiero a dover penetrare la mia mente.
Ho il caos in ogni cellula del mio essere... non so più se sono capace di scegliere per me o se mi servirebbe un tutore come per gli interdetti.
Qualcuno mi guarda e mi dice che non riesce a capire come una come me, che potrebbe avere il mondo ai piedi, pretendere, gestire, decidere... possa rifiutare capacità ed essenza ed amare così tanto di vagare nel caos, nell'incertezza, nell'inquietudine...
Qualcuno mi appella "bella e dannata"... forse più dannata e inconcludente, di questo ho coscienza, della bellezza che posso dire? Ho sempre pensato che fosse soggettiva e non oggettiva, quindi è solo un supplemento, ma se ne può fare a meno.
Quello che il mondo fuori non riesce a comprendere è che sono fatta di carne, ma soprattutto di pensiero, mi sento più un'idea che non un essere... e le idee sono in continuo divenire, se così non fosse il mondo subirebbe un arresto! Il divenire è qualcosa in movimento, il movimento se non è sincronizzato provoca caos... quindi la conseguenza logica di questo concetto illogico è che: il caos mi appartiene.
Quello che il mondo fuori non sa è che un'idea non si può accarezzare, non si può circuire se non con un'altra idea... il lui che sogno è un'idea da cui mi lascio lambire la mente: se la prima volta che ci incontreremo proverà a sfiorare la mia pelle non accadrà nulla… sarà il suo pensiero a dover penetrare la mia mente.
Non cogliere l’attimo…per me è un modus vivendi ed oggi resta per me un punto fermo... diciamo che mi astengo.
Non colgo l'attimo, lo colgo solo se è un attimo speciale, intriso di pensiero, condito di pensiero, se la mia testa ha preso il volo... tutto il mio essere è capace di volare!!!
Non colgo l'attimo, lo colgo solo se è un attimo speciale, intriso di pensiero, condito di pensiero, se la mia testa ha preso il volo... tutto il mio essere è capace di volare!!!
lunedì 3 settembre 2007
Canto di una geisha

Dietro ad ogni grande uomo…c’è una grande donna! Luogo comune che attraversa la storia.
Ma chi sono queste donne?
C'è la donna di cultura o pubblicamente affermata... cerco di immaginarla mentre, a cena, in un ristorante ben frequentato, consiglia il suo compagno, lo sostiene nelle sue crisi esistenziali, lo protegge dagli scandali; questa è una "grandonna" visibile!
C'è la donna di casa... la immagino attenta mentre,fra le quattro mura, aiuta i figli a crescere in assenza di un padre troppo impegnato, mentre cerca di trasmettere al suo uomo la serenità delle piccole cose perchè con la mente sgombra lui possa occuparsi di altro; questa è una "grandonna" visibile-invisibile a fasi alterne!
C'è la donna musa... la immagino bella e dannata, mentre in un rapporto caotico alimenta l'estro del suo uomo, una donna affascinata dal suo maestro, che si sottrae per poi restituirsi a lui nel momento in cui diventa arte: quadro, romanzo, poesia, musica; questa è una "grandonna" visibile nelle opere!
C'è la donna amante... la immagino agghindarsi per ricevere ogni volta la visita del suo uomo, trattenerlo sul suo corpo per donargli l'anima, nascosta nell'ombra mentre lo aiuta a ritrovare il suo equilibrio, mentre si concede senza farsi troppe domande sul domani; questa è una "grandonna" invisibile... la più invisibile di tutte, la sua invisibilità è nei patti di vita che ha accettato dal suo uomo.
E' per lei che provo cum-passione ed ho cercato di far diventare le sue emozioni canto!
Sono la sua geisha, ma non conosco squallore.
Imprigiono nelle palpebre un libero frullo d'ali e il mio signore sa...
che quando mi farà sua mi spunteranno grandi ali e con lui dentro, spiccherò il volo!
Sono la sua geisha, ma non conosco squallore.
Intrappolo tra le ciglia il crepitare del fuoco e il mio signore sa...
che quando attraverserà il mio corpo troverà fuoco che arde ed incendia l'anima!
Sono la sua geisha, ma non conosco squallore.
Inzuppo lo sguardo d' inquiete cascate d'acqua e il mio signore sa...
che quando mi raggiungerà, furenti rapide di un fluido amore scivoleranno sulla pelle!
Sono la tua geisha, ma non conosco squallore....
mi nutro di battiti d'ali, di fuoco e di sorgenti e tu,
solo tu, mio signore sai... quanto è immenso il mio amore.
Imprigiono nelle palpebre un libero frullo d'ali e il mio signore sa...
che quando mi farà sua mi spunteranno grandi ali e con lui dentro, spiccherò il volo!
Sono la sua geisha, ma non conosco squallore.
Intrappolo tra le ciglia il crepitare del fuoco e il mio signore sa...
che quando attraverserà il mio corpo troverà fuoco che arde ed incendia l'anima!
Sono la sua geisha, ma non conosco squallore.
Inzuppo lo sguardo d' inquiete cascate d'acqua e il mio signore sa...
che quando mi raggiungerà, furenti rapide di un fluido amore scivoleranno sulla pelle!
Sono la tua geisha, ma non conosco squallore....
mi nutro di battiti d'ali, di fuoco e di sorgenti e tu,
solo tu, mio signore sai... quanto è immenso il mio amore.
mercoledì 1 agosto 2007
Dedicata al mio non-fratello
Mio fratello non mi somiglia:
non ha conosciuto il grembo di mia madre.
E' stato concepito da un amplesso di pensieri,
in un'alcova fatta di universo.
Mio fratello non mi somiglia:
nello sguardo ha inghiottito misteriosi paesaggi planetari....
il suo sorriso ha smalto di sole.
Mio fratello non mi somiglia...
eppure...
ha clonato il mio cuore,
i nostri battiti marciano all'unisono,
pompano le stesse emozioni,
nelle nostre vene scorre,
non lo stesso sangue, ma lo stesso amore .
Mio fratello è venuto alla luce,
mentre la folla dei dolori mi travolgeva.
Mio fratello non è mio fratello
fraterno è l'amore che ci lega,
così grande,
che ogni gesto appartenendoci,
lo rende più giusto per noi,
che ogni parola pronunciata,
lo rende più esatto per noi.
non ha conosciuto il grembo di mia madre.
E' stato concepito da un amplesso di pensieri,
in un'alcova fatta di universo.
Mio fratello non mi somiglia:
nello sguardo ha inghiottito misteriosi paesaggi planetari....
il suo sorriso ha smalto di sole.
Mio fratello non mi somiglia...
eppure...
ha clonato il mio cuore,
i nostri battiti marciano all'unisono,
pompano le stesse emozioni,
nelle nostre vene scorre,
non lo stesso sangue, ma lo stesso amore .
Mio fratello è venuto alla luce,
mentre la folla dei dolori mi travolgeva.
Mio fratello non è mio fratello
fraterno è l'amore che ci lega,
così grande,
che ogni gesto appartenendoci,
lo rende più giusto per noi,
che ogni parola pronunciata,
lo rende più esatto per noi.
mercoledì 18 luglio 2007
(Parentesi tonda)...[Parentesi quadra]…{Parentesi graffa}

Accade che incontri qualcuno sulla tua stessa strada, accade che i tuoi battiti marcino all'unisono con i suoi, accade che scopri in lui... l'amante, il fratello, l'amico ed il compagno.
Accade...
Accade... che isoli un sogno, in una fragilissima sfera, pensando che sia sufficiente a proteggerlo dal vento infuriato che attraversa il mondo...
Accade...
Accade... che quella bolla si riveli una bolla di sapone e che basti un alito lieve come sussurro di voce a mandarla in frantumi e con essa certezze ed aspettative...
Accade...
Accade... che lui, amante, fratello, amico, compagno... allontanando il suo sguardo dal tuo, sussurri: "Sei stata soltanto una parentesi!"
Accade... che in quel preciso istante, un fiume di domande interiori ti trascini nei suoi mulinelli.
Ma perchè porsi tutti questi quesiti?
Se qualcuno prima o poi ti dirà che non sei stato altro che una parentesi... il tuo pensiero dovrà andare oltre, modificarsi e diventare pensiero scientifico!
Pertanto, assunto che la matematica è alla base dell' Universo... l'unica domanda che ti dovrai porre è:
"Sono stata una parentesi tonda, una parentesi quadra o una parentesi graffa?
Accade...
Accade... che isoli un sogno, in una fragilissima sfera, pensando che sia sufficiente a proteggerlo dal vento infuriato che attraversa il mondo...
Accade...
Accade... che quella bolla si riveli una bolla di sapone e che basti un alito lieve come sussurro di voce a mandarla in frantumi e con essa certezze ed aspettative...
Accade...
Accade... che lui, amante, fratello, amico, compagno... allontanando il suo sguardo dal tuo, sussurri: "Sei stata soltanto una parentesi!"
Accade... che in quel preciso istante, un fiume di domande interiori ti trascini nei suoi mulinelli.
Ma perchè porsi tutti questi quesiti?
Se qualcuno prima o poi ti dirà che non sei stato altro che una parentesi... il tuo pensiero dovrà andare oltre, modificarsi e diventare pensiero scientifico!
Pertanto, assunto che la matematica è alla base dell' Universo... l'unica domanda che ti dovrai porre è:
"Sono stata una parentesi tonda, una parentesi quadra o una parentesi graffa?
lunedì 14 maggio 2007
L'URLO...
Ho provato a tuffarmi negli occhi dolenti di una bimba abusata,oggi che ormai è cresciuta in compagnia del suo sgomento di donna interrotta.
Ho provato a scendere in profondità per scoprire fondali a cui è stato rubato il colore,
a calarmi nei suoi abissi oscurati da chi nella propria infamia ha trovato il movente
per continuare a perpetrare la sua meschinità.
Vi ho letto il suo futuro senza futuro, il suo oggi senza quotidianità e il suo ieri senza ricordi da ricordare.
Vi ho letto la paura di aver paura,vi ho visto il buio che costringe all’apnea i battiti, vi ho sentito la voglia ma anche la paura di essere amata, niente discernimento tra il bene e il male, l’ha risucchiato il buco nero del caos e tutto l’amore che avrebbe potuto, già spazzato via dal gelido vento della perversione.
Ho dato voce ai flash della sua mente: acuti di rabbia e dolore, bassi toni di scempio e fango.
Ho raccolto lacrime di bimba e di figlia, ho archiviato insicuri sorrisi di donna e di madre.
Ecco la sua voce:
“Forse un giorno tornerò ad amare. Forse accadrà, potrei innamorarmi dopo aver fatto l’amore…per un processo inverso, che non può che trovare il suo freno nella rinuncia.
Quel giorno sarà alto il mio volo, mi lancerò, per amore, dal trampolino del riscatto… il riscatto contro tutta quella violenza gettata come pesante macigno su corpo ed anima.
Non mi butterò mai via, ora che posso, ora che so, fuggirò davanti al fascino di un’avventura e mi cullerò nella rinuncia…in attesa, in attesa di innamorarmi, non di chiunque ma di chi avrà grandi braccia da racchiudere in sé la mia anima ed il mio corpo, da chi mi cullerà e si farà cullare dai flussi della marea che mi attraversa il cuore.
Non vorrò mai per me pietà, ma dirotterò lo sguardo sul sorriso di cum-passione che mi offrirà e mi spingerò fino a lui, senza più paura così vicina da trovarmi sulle sue labbra… dopo aver peregrinato milioni di anni luce nel mio circoscritto universo.”
Dedico il mio pensiero più profondo a questa ragazza e a tutti voi che oggi state lottando contro l’Uomo Nero, per quel che può servire...
lunedì 5 marzo 2007
Streap tease
E' davanti a questi fogli,
immacolati e vergini,
che improvviso il mio streap tease.
Ad uno ad uno,
sfilo di dosso gli indumenti vissuti
di tutta una storia,
con la sensualità ritrovata
di chi sa di dover arrivare fino in fondo.
Mi spoglio qui,
su questo palcoscenico di pagine bianche,
nella penombra di poche candele accese.
Gesti lenti e frenati da un caparbio pudore
e faticosa paura
di scoprire le intime nudità di quest'anima
intrappolata in una gabbia di ricordi.
Battiti accelerati di un dolorante cuore,
che continua a sanguinare
tra le mani di quell'inesperto macellaio
che è il mio raziocinio.
immacolati e vergini,
che improvviso il mio streap tease.
Ad uno ad uno,
sfilo di dosso gli indumenti vissuti
di tutta una storia,
con la sensualità ritrovata
di chi sa di dover arrivare fino in fondo.
Mi spoglio qui,
su questo palcoscenico di pagine bianche,
nella penombra di poche candele accese.
Gesti lenti e frenati da un caparbio pudore
e faticosa paura
di scoprire le intime nudità di quest'anima
intrappolata in una gabbia di ricordi.
Battiti accelerati di un dolorante cuore,
che continua a sanguinare
tra le mani di quell'inesperto macellaio
che è il mio raziocinio.
mercoledì 7 febbraio 2007
Puerperio...
Puerpera mente, così colma di pensieri mai nati, che lo spazio di un giorno e di una notte non potrebbero bastare a partorirli tutti e dar loro possibilità di crescer sani e forti, tanto coraggiosi e maturi, da trovare il coraggio di lanciarsi dal trampolino più alto della conoscenza, per tuffarsi a capofitto tra le mille parole pronunciate dal mondo, nel mondo.
Mi ci vorrebbe un tempo infinito, anzi un non-tempo per accogliere lo sbarco di tutti quei naufraghi pensieri, per consentir loro di approdare sulla terraferma di un desolato foglio.
E la testa fa male, il cuore duole, la pancia si ribella... quando scopro, che le mie stesse parole non mi appartengono, piuttosto sono io ad appartener loro, quando il flusso delle inquietudini mi inghiotte.
Tremo e sussulto...in preda a doglie emotive... ed ho solo questo coraggio dalla mia parte.
Nobile coraggio di vivere..
dalla mia parte
così sempre all'erta,
attivo e instancabile,
eppur
così stancante,
da suscitare,
a volte,
il misero e gretto
desiderio di morire...
solo per riposarmi
di tutto l'affanno
che questo stesso
coraggio
mi procura.
Mi ci vorrebbe un tempo infinito, anzi un non-tempo per accogliere lo sbarco di tutti quei naufraghi pensieri, per consentir loro di approdare sulla terraferma di un desolato foglio.
E la testa fa male, il cuore duole, la pancia si ribella... quando scopro, che le mie stesse parole non mi appartengono, piuttosto sono io ad appartener loro, quando il flusso delle inquietudini mi inghiotte.
Tremo e sussulto...in preda a doglie emotive... ed ho solo questo coraggio dalla mia parte.
Nobile coraggio di vivere..
dalla mia parte
così sempre all'erta,
attivo e instancabile,
eppur
così stancante,
da suscitare,
a volte,
il misero e gretto
desiderio di morire...
solo per riposarmi
di tutto l'affanno
che questo stesso
coraggio
mi procura.
martedì 6 febbraio 2007
CONCERTO...
Entrare a visitare una mostra e trovarsi ad ascoltare un concerto!
Ho visitato la Mostra di Paul Klee, a Roma, i primi di gennaio e sono stata investita da un coro di suoni e voci, nonostante il rispettoso silenzio dei visitatori.
Pareti scure, buio, faretti puntati su opere che sono così sonore da superare l’impatto della musica... e brani tratti dai suoi diari proiettati su pareti nere, come pioggia di note su un atipico spartito.
I miei occhi che guardavano si sono trasformati, per magia, in orecchie pronte ad ascoltare…è stato inevitabile perchè la sua pittura sa contenere in sé armonia e melodia, fuse nel colore e nel tratto...e il movimento a ritroso che si può afferrare nella musica.
Sonorità anche nei titoli delle opere, contenenti precisi rimandi al mondo della musica, ma non è stato solo questo! Che dire di quel gioco di arrangiamenti che riesce ad ottenere fondendo con abile mastria figure tipiche della musica con l’ambiente rappresentato?
Bellissimo concerto... polifonico…da bis!
“Se nella musica l'elemento tempo potesse venir superato da un movimento a ritroso, penetrante nella coscienza, sarebbe possibile una seconda fioritura. La pittura polifonica supera la musica, in quanto qui il tempo è qualcosa di più che spazio... Il concetto della contemporaneità vi si manifesta più intensamente. Per rendere evidente il movimento a ritroso che concepisco nella musica, richiamo l'attenzione sull'immagine riflessa nei vetri di una vettura tramviaria in corsa» Paul Klee
Paola Tinchitella ©tutti i diritti riservati
Ho visitato la Mostra di Paul Klee, a Roma, i primi di gennaio e sono stata investita da un coro di suoni e voci, nonostante il rispettoso silenzio dei visitatori.
Pareti scure, buio, faretti puntati su opere che sono così sonore da superare l’impatto della musica... e brani tratti dai suoi diari proiettati su pareti nere, come pioggia di note su un atipico spartito.
I miei occhi che guardavano si sono trasformati, per magia, in orecchie pronte ad ascoltare…è stato inevitabile perchè la sua pittura sa contenere in sé armonia e melodia, fuse nel colore e nel tratto...e il movimento a ritroso che si può afferrare nella musica.
Sonorità anche nei titoli delle opere, contenenti precisi rimandi al mondo della musica, ma non è stato solo questo! Che dire di quel gioco di arrangiamenti che riesce ad ottenere fondendo con abile mastria figure tipiche della musica con l’ambiente rappresentato?
Bellissimo concerto... polifonico…da bis!
“Se nella musica l'elemento tempo potesse venir superato da un movimento a ritroso, penetrante nella coscienza, sarebbe possibile una seconda fioritura. La pittura polifonica supera la musica, in quanto qui il tempo è qualcosa di più che spazio... Il concetto della contemporaneità vi si manifesta più intensamente. Per rendere evidente il movimento a ritroso che concepisco nella musica, richiamo l'attenzione sull'immagine riflessa nei vetri di una vettura tramviaria in corsa» Paul Klee
Paola Tinchitella ©tutti i diritti riservati
mercoledì 31 gennaio 2007
"Il figlio"
Quante volte, accondiscendendo a recondite paure, abbiamo impedito ad un amore di nascere, di crescere, di proseguire…quante volte abbiamo permesso alla nostra razionalità di abortire un sogno perché era troppo grande da realizzare e l’idea di sconfitta appariva come enorme masso in bilico pronto a cadere e a schiacciare la nostra voglia di raggiungere la meta.
Nella lotta impari tra mente ed anima, tra razionalità e passionalità, l’attimo di distrazione può essere fatale. Forse dovremmo essere più saggi, un po’ più coraggiosi, capaci di metterci in discussione, di reinventarci, di allontanarci dai reciproci orgogli. Eppure noi, così umani e così fragili, così imperfetti e poco divini, ci barrichiamo dietro le nostre ragioni, ferme convinzioni e il buco nero c’inghiotte. Criminali ed assassini di noi stessi, possiamo arrivare ad uccidere un amore che abbiamo amato come un figlio… e ancora ci chiediamo perché l’abbiamo fatto. A volte accade…a me è accaduto.
Eccolo
questo mio amore,
innocente e puro come un bambino
appena venuto alla luce,
testardo e disperato
come un adolescente.
Cattiva madre che sono,
l’ho lasciato in balia del mondo,
l’ho offeso, vilipeso, ferito a morte.
Era così travolgente
quest’amore,
chissà se potrà mai perdonarmi,
di avergli tolto voce e sguardo.
Posso però
chiedere perdono,
a te amore mio,
per averti rubato
minuti ed ore,
settimane e mesi
che non mi appartenevano,
per averti rapinato
emozioni occultate
nel tuo più prezioso forziere.
Ed ora,
ti affido questo amore,
come fosse un figlio.
Ti chiedo
nel custodirlo
di proteggerlo
dal tempo e dalle avversità,
di difenderlo
da me e dal mondo,
di non farlo ferire
da chiunque
lo offenda o l'abbia già offeso,
di lottare con chi
tenterà di sottrarlo
ai tuoi abbracci.
Nella lotta impari tra mente ed anima, tra razionalità e passionalità, l’attimo di distrazione può essere fatale. Forse dovremmo essere più saggi, un po’ più coraggiosi, capaci di metterci in discussione, di reinventarci, di allontanarci dai reciproci orgogli. Eppure noi, così umani e così fragili, così imperfetti e poco divini, ci barrichiamo dietro le nostre ragioni, ferme convinzioni e il buco nero c’inghiotte. Criminali ed assassini di noi stessi, possiamo arrivare ad uccidere un amore che abbiamo amato come un figlio… e ancora ci chiediamo perché l’abbiamo fatto. A volte accade…a me è accaduto.
Eccolo
questo mio amore,
innocente e puro come un bambino
appena venuto alla luce,
testardo e disperato
come un adolescente.
Cattiva madre che sono,
l’ho lasciato in balia del mondo,
l’ho offeso, vilipeso, ferito a morte.
Era così travolgente
quest’amore,
chissà se potrà mai perdonarmi,
di avergli tolto voce e sguardo.
Posso però
chiedere perdono,
a te amore mio,
per averti rubato
minuti ed ore,
settimane e mesi
che non mi appartenevano,
per averti rapinato
emozioni occultate
nel tuo più prezioso forziere.
Ed ora,
ti affido questo amore,
come fosse un figlio.
Ti chiedo
nel custodirlo
di proteggerlo
dal tempo e dalle avversità,
di difenderlo
da me e dal mondo,
di non farlo ferire
da chiunque
lo offenda o l'abbia già offeso,
di lottare con chi
tenterà di sottrarlo
ai tuoi abbracci.
domenica 14 gennaio 2007
Seta
Solo attraverso la poesia e la prosa, posso trasformare l'universo intero, filtrare i contenuti attraverso le parole e le metafore, far diventare mio, fino all'ultima goccia, l'oceano...far diventare mio, fino all'ultimo granello di sabbia, il deserto... trasformare un atto d'amore in SETA...
Seta
i nostri corpi
che si rincorrono
plasmandosi
in cerca dell’ambita meta,
occhi che frugano nell’ombra
per cogliere della pelle nuda
riflessi di seta
Seta
mani affamate che percorrono
tragitti di un desiderio indiscreto
labbra che si inseguono nel buio
per pronunciare le parole mute
di un silenzioso colloquio
Seta
pulsare dei nostri cuori nel petto
che Amore decreta
silenzio surreale
intriso di passione
che cattura i nostri sogni
Seta
è quest’anima stropicciata
che la tua anima
reclama
mentre il mio corpo
del tuo corpo
si disseta
Paola Tinchitella
Seta
i nostri corpi
che si rincorrono
plasmandosi
in cerca dell’ambita meta,
occhi che frugano nell’ombra
per cogliere della pelle nuda
riflessi di seta
Seta
mani affamate che percorrono
tragitti di un desiderio indiscreto
labbra che si inseguono nel buio
per pronunciare le parole mute
di un silenzioso colloquio
Seta
pulsare dei nostri cuori nel petto
che Amore decreta
silenzio surreale
intriso di passione
che cattura i nostri sogni
Seta
è quest’anima stropicciata
che la tua anima
reclama
mentre il mio corpo
del tuo corpo
si disseta
Paola Tinchitella
mercoledì 10 gennaio 2007
Il girotondo…della solitudine
“La solitudine si deve fuggire, si deve fuggire con i compagni si può fuggire, con i compagni si può fuggir…”
così recitava una filastrocca che, ad ogni ricreazione veniva fatta cantare ai bambini dalle insegnanti del mio collegio… Io, stavo in disparte, guardando i miei compagni che saltellavano in cerchio, tenendosi per mano, con dei sorrisi a 42 denti, e che cercavano di catturare, di tanto in tanto, nel loro girotondo quelli che, come me, timidi e ammutoliti trovavano quel momento di libertà vigilata, ancor più bello avendo la possibilità di scegliere di trascorrerlo da soli, in balia dei propri pensieri.
Io non ho mai avuto paura della solitudine, anzi l’ho cercata ed amata; l’ho vissuta come dipartita da questo tutto che ci trasmette il nulla; ho desiderato il suo occultato vuoto per riempirlo di tutta me stessa, dei ricordi dolci e amari, delle sensazioni rispolverate, delle certezze distrutte e poi ricostruite, delle gioie intense, dei dolori profondi.
Nella solitudine tutto si rinnova, si modifica, si trasforma…tutto può amplificarsi o ridursi ai minimi termini. La solitudine tutto può: così un dolore passato può diventare ancor più assassino oppure essere sfoltito della sua tridimensionalità e diventare senza peso; così la gioia di un momento può assorbire tanta luce da diventare luminosa fino a rasentare la felicità oppure essere privata della musicalità e diventando muta, perdere maestosità fino a divenire silenziosa pace.
così recitava una filastrocca che, ad ogni ricreazione veniva fatta cantare ai bambini dalle insegnanti del mio collegio… Io, stavo in disparte, guardando i miei compagni che saltellavano in cerchio, tenendosi per mano, con dei sorrisi a 42 denti, e che cercavano di catturare, di tanto in tanto, nel loro girotondo quelli che, come me, timidi e ammutoliti trovavano quel momento di libertà vigilata, ancor più bello avendo la possibilità di scegliere di trascorrerlo da soli, in balia dei propri pensieri.
Io non ho mai avuto paura della solitudine, anzi l’ho cercata ed amata; l’ho vissuta come dipartita da questo tutto che ci trasmette il nulla; ho desiderato il suo occultato vuoto per riempirlo di tutta me stessa, dei ricordi dolci e amari, delle sensazioni rispolverate, delle certezze distrutte e poi ricostruite, delle gioie intense, dei dolori profondi.
Nella solitudine tutto si rinnova, si modifica, si trasforma…tutto può amplificarsi o ridursi ai minimi termini. La solitudine tutto può: così un dolore passato può diventare ancor più assassino oppure essere sfoltito della sua tridimensionalità e diventare senza peso; così la gioia di un momento può assorbire tanta luce da diventare luminosa fino a rasentare la felicità oppure essere privata della musicalità e diventando muta, perdere maestosità fino a divenire silenziosa pace.
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