“La solitudine si deve fuggire, si deve fuggire con i compagni si può fuggire, con i compagni si può fuggir…”
così recitava una filastrocca che, ad ogni ricreazione veniva fatta cantare ai bambini dalle insegnanti del mio collegio… Io, stavo in disparte, guardando i miei compagni che saltellavano in cerchio, tenendosi per mano, con dei sorrisi a 42 denti, e che cercavano di catturare, di tanto in tanto, nel loro girotondo quelli che, come me, timidi e ammutoliti trovavano quel momento di libertà vigilata, ancor più bello avendo la possibilità di scegliere di trascorrerlo da soli, in balia dei propri pensieri.
Io non ho mai avuto paura della solitudine, anzi l’ho cercata ed amata; l’ho vissuta come dipartita da questo tutto che ci trasmette il nulla; ho desiderato il suo occultato vuoto per riempirlo di tutta me stessa, dei ricordi dolci e amari, delle sensazioni rispolverate, delle certezze distrutte e poi ricostruite, delle gioie intense, dei dolori profondi.
Nella solitudine tutto si rinnova, si modifica, si trasforma…tutto può amplificarsi o ridursi ai minimi termini. La solitudine tutto può: così un dolore passato può diventare ancor più assassino oppure essere sfoltito della sua tridimensionalità e diventare senza peso; così la gioia di un momento può assorbire tanta luce da diventare luminosa fino a rasentare la felicità oppure essere privata della musicalità e diventando muta, perdere maestosità fino a divenire silenziosa pace.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

5 commenti:
La solitudine è una compagna necessaria per chi, dopo avere vissuto velocemente e caoticamente nella vita di tutti i giorni, si sofferma a guardare dentro di sè ma non solo....anche dentro gli altri....quanto ti sono vicina
Lucrezia
Riflessioni profonde e molto interessanti che fanno riflettere su molti aspetti della nostra vita
"Il girotondo della solitudine" descrive situazioni e stati d'animo reali, veri.
Brava, continua così.
lo sapevo...scrivevi troppo bene sul blog di Skizzo. Sono felice di leggere cose scritte con tanta poesia in un tuo spazio e sono contento perchè pensavo che fosse tutto finto..che fossi un invenzsione di Skizzo.
Caro Essan, mi fa piacere che tu sappia dare valenza al mio modo di scrivere! Ma con le tue supposizioni togli merito allo stile di Marco che è, sicuramente, diverso dal mio, molto, molto originale e soprattutto efficace. (per chi ama scrivere lo stile è essenza ed è traumatico scegliere di mutare, a piacimento, le sue caratteristiche fondamentali). Come vedi esisto!
Posta un commento