
Ed è davvero una strana mattina questa, uggiosa come il mio umore, madida di bruma come i miei occhi.
Devo andare a Siviglia dal mio editore, ma non ho voglia di guidare, sono stanca dentro e fuori.
Di corsa come al solito, sui miei tacchi a spillo, a rincorrere il solito taxi che fa finta di non vedermi.
Mi porto dentro un’incomprensibile nostalgia per i miei vecchi jeans sdruciti e le mie Rebook, abbandonate dai tempi dell’università. Vorrei potermi infilare ora quei jeans e quelle scarpe e, zaino in spalla, partire verso qualcosa che non conosco. E ripassando Coelho, avrei voglia di provare sul cammino di Santiago, la straordinarietà di scoprirsi persone comuni.
Le troppe ferite mi hanno ridotto così, incerta e bloccata sul cammino da intraprendere nelle cose della vita, ma buttarsi in gioco e cominciare a camminare può aiutarmi a capire il modo migliore per arrivare alla meta.
Avrei voluto farlo con un compagno di viaggio di cui sapevo poco o forse niente, immaginarlo maestro capace di guidarmi, arricchirmi delle sue percezioni, delle sue sensazioni, farmi sorreggere da lui nella scoperta delle mie. Senza volerlo sono rimasta travolta dal percorso di emozioni in cui lui è.
Devo andare a Siviglia dal mio editore, ma non ho voglia di guidare, sono stanca dentro e fuori.
Di corsa come al solito, sui miei tacchi a spillo, a rincorrere il solito taxi che fa finta di non vedermi.
Mi porto dentro un’incomprensibile nostalgia per i miei vecchi jeans sdruciti e le mie Rebook, abbandonate dai tempi dell’università. Vorrei potermi infilare ora quei jeans e quelle scarpe e, zaino in spalla, partire verso qualcosa che non conosco. E ripassando Coelho, avrei voglia di provare sul cammino di Santiago, la straordinarietà di scoprirsi persone comuni.
Le troppe ferite mi hanno ridotto così, incerta e bloccata sul cammino da intraprendere nelle cose della vita, ma buttarsi in gioco e cominciare a camminare può aiutarmi a capire il modo migliore per arrivare alla meta.
Avrei voluto farlo con un compagno di viaggio di cui sapevo poco o forse niente, immaginarlo maestro capace di guidarmi, arricchirmi delle sue percezioni, delle sue sensazioni, farmi sorreggere da lui nella scoperta delle mie. Senza volerlo sono rimasta travolta dal percorso di emozioni in cui lui è.
Dopo aver atteso un tempo, a me sembrato interminabile, per ottenere il resto dal tassista, scendo.Le strade brulicano di gente e di auto a quest’ora. Ho voglia di umanità, di cose comuni, ho voglia di quotidianità, ho voglia di toccare altre umanità, fatte di silenzi e di pensieri che non potrò mai conoscere, perché irrimediabilmente chiuse nella mente di altri!
- Senorita, la prego sia gentile…mi da una mano ad attraversare? Vedo pochissimo e sono terrorizzata perché corrono tutti come matti!
Mi giro sorpresa verso quella vocina fievole pensando che sia uno scherzo della mia testa che vaga. E’ una vecchietta, vecchissima, le pieghe rugose sul viso nascondono il sorriso che mi regala.
- La prego sia gentile! – mentre punta i suoi occhi come spilli dietro gli occhiali graduatissimi.-
- Certo, per così poco! – ecco, un’altra umanità a cui non pensavo, che ho occasione di conoscere, sembra quasi la materializzazione al corso dei miei pensieri.
Le offro il braccio, e con slancio aggancia la sua mano ossuta al mio avambraccio. Piano piano, un passetto alla volta. Lei è piccolissima ed io sono altissima al suo fianco e, soprattutto sono fiera di camminare accanto a lei.Lei è giunta quasi alla fine del suo percorso, io mi trovo ancora nel mezzo del mio. Lei sa che quel che fatto è fatto, nel bene e nel male, io so che posso ancora rimediare. Forse potendo tornare indietro lei cambierebbe qualcosa della sua vita, ma sa anche che solo oggi, che è arrivata alla fine, ha coscienza di dove ha sbagliato; solo ciò che è esperito si può sottoporre a giudizio in un secondo tempo. Abbiamo attraversato la strada, l’ho aiutata a non avere paura in quel piccolo tratto di vita, chissà da quanto tempo non aveva esperienza di un compagno di viaggio.
- Fatti dare un bacio, sei bellissima – e mentre mi domando come è possibile che quella nonnina, quasi cieca possa vedere se sono bella o brutta, lei, con le sue mani scheletriche, mi tira giù la testa e mi da un bacio con quelle sue bellissime labbra rattrappite, dalla mancanza di denti.
- Ti auguro tutto il bene del mondo…tanto bene… Che Dio ti benedica! – il suo bisogno d’amore è così uguale al mio.
Ora sta piovendo ed io sono senza ombrello, ma non importa perché mi sento raggio di sole.
- Senorita, la prego sia gentile…mi da una mano ad attraversare? Vedo pochissimo e sono terrorizzata perché corrono tutti come matti!
Mi giro sorpresa verso quella vocina fievole pensando che sia uno scherzo della mia testa che vaga. E’ una vecchietta, vecchissima, le pieghe rugose sul viso nascondono il sorriso che mi regala.
- La prego sia gentile! – mentre punta i suoi occhi come spilli dietro gli occhiali graduatissimi.-
- Certo, per così poco! – ecco, un’altra umanità a cui non pensavo, che ho occasione di conoscere, sembra quasi la materializzazione al corso dei miei pensieri.
Le offro il braccio, e con slancio aggancia la sua mano ossuta al mio avambraccio. Piano piano, un passetto alla volta. Lei è piccolissima ed io sono altissima al suo fianco e, soprattutto sono fiera di camminare accanto a lei.Lei è giunta quasi alla fine del suo percorso, io mi trovo ancora nel mezzo del mio. Lei sa che quel che fatto è fatto, nel bene e nel male, io so che posso ancora rimediare. Forse potendo tornare indietro lei cambierebbe qualcosa della sua vita, ma sa anche che solo oggi, che è arrivata alla fine, ha coscienza di dove ha sbagliato; solo ciò che è esperito si può sottoporre a giudizio in un secondo tempo. Abbiamo attraversato la strada, l’ho aiutata a non avere paura in quel piccolo tratto di vita, chissà da quanto tempo non aveva esperienza di un compagno di viaggio.
- Fatti dare un bacio, sei bellissima – e mentre mi domando come è possibile che quella nonnina, quasi cieca possa vedere se sono bella o brutta, lei, con le sue mani scheletriche, mi tira giù la testa e mi da un bacio con quelle sue bellissime labbra rattrappite, dalla mancanza di denti.
- Ti auguro tutto il bene del mondo…tanto bene… Che Dio ti benedica! – il suo bisogno d’amore è così uguale al mio.
Ora sta piovendo ed io sono senza ombrello, ma non importa perché mi sento raggio di sole.

5 commenti:
oggi è una bella giornata di sole... merito tuo?
elementalia e' stata qui, lascia una traccia commossa del suo passaggio dopo la lettura del tuo frammento. VAI AVANTI, PAOLINA-ISABEL, VAI COSI' e anche a te, coma a me e a tutta l'umanita' auguro "Che tu possa avere i giusti pensieri nella mente, i giusti sentimenti in cuore, le giuste parila sulle tue labbra e sulla tua strada possa incontrare le persone giuste". Un abbraccio elementalia ossia B.B.B.
Credo che neanche da vecchi si possa riuscire a capire se e dove si è sbagliato. La vita è fatta di continue "sliding doors", ma solo in un film si può vedere come sarebbe andata se avessimo preso quel metrò...
Peter Past (sono arrivato qui dal tuo spazio su Dada). Ciao
i miei complimenti. vedo che ti piace scrivere. ma sei giornalista anche?
Ciao Carlo, ti rispondo qui, non riesco ad arrivare al tuo space: amo scrivere ed osservo il mondo interiore e quello esteriore... e in un attimo la mia testolina si mette a viaggiare, partorisce pensieri, ed i pensieri cadono su un foglio trasformandosi in parole.
Ogni post nasce così dal mio cuore inseminato dal mondo circostante!
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